I NOSTRI VINI

“Per il lavoro che faccio ho desinato spesso in casa di gran signori e vi assicuro: ho mangiato malissimo. In piccoli borghi mi è capitato di strusciare un po’ d’aglio fresco su una fetta di pane genuino con dell’olio di frantoio, accompagnato da un bicchiere di Barbera e… insomma, ho mangiato in casa di miliardari ed ho mangiato male, ho mangiato in casa di povera gente ed ho mangiato magnificamente”

Mario Soldati

Quando mia sorella mi chiese di abbozzare questo paragrafo, presi tempo. Presi tempo, perché faccio fatica a mettere a fuoco un’unica filosofia produttiva, penso fortemente che Lusenti sia in continua evoluzione, ma soprattutto in continua ricerca. Io, Martina, entrai in azienda nel 2017, a quel tempo i giochi erano praticamente già  fatti… Mia mamma creò un’azienda solida e redditizia: 20 ettari di vigneto completamente convertiti in biologico e un’attività con un incipit giovane e forte. Ella cominciò, nel 2009, a fare i primi rifermentati in bottiglia monovitigno torbidi. Sacrilegio! Se ne parlò tanto della nostra Emiliana, la quale fu considerata,  dai piacentini, una “novità ben riuscita”. I rifermentati già esistevano, solo che negli anni duemila le aziende preferivano produrre vini con metodo charmat, più pulito e limpido.

Lei andò controcorrente, mettendo in bottiglia un profumato e torbido elisir.
Andare controcorrente è un dono della nostra famiglia, e anche io ne sono “affetta”. Non per caso, sono figlia di mia madre. Quando iniziai a prendere parte al progetto aziendale avevo idee enologiche parecchio creative. Il recupero di quello che è stato “abbandonato”, mi ha sempre attirata. Quindi perchè non puntare su vigneti considerati vecchi? Perchè non utilizzare anfore in gres? Perchè non allargare la nostra selezione di rifermentati?
C’è ancora molto lavoro da fare, molti obiettivi che desideriamo raggiungere e molte strade tra cui scegliere. Tuttavia, speriamo di poter combinare le esperienze del passato con i sogni del presente per creare i vini del futuro. D’altronde siamo Lusenti, ci piace andare controcorrente. 

DUE LINEE DIVERSE, LEGATE L’UNA ALL’ALTRA

Nel 2023, io, Martina, e mia madre, Lodovica, decidemmo di dividere la linea di etichette di Lusenti in due parti, per fare più chiarezza al cliente finale. Le parole di Eraclito riescono a spiegare meglio di me,  la motivazione dietro a questo progetto.  Lui sosteneva che la realtà è formata da elementi opposti, non esiste un elemento che non abbia il suo opposto; uno determina l’esistenza dell’altro, quindi sono indissolubilmente legati e dipendenti l’uno dall’altro. Quindi, sì, le due linee sono diverse e divise, ma coesistono essendo legate. La linea che definisco più “sperimentale” riflette al meglio la mia visione personale sul vino.

È contemporanea,  pop, ed evoca l’immagine di sorseggiare una bottiglia fresca in riva al mare, al tramonto, circondati da amici felici e una travolgente colonna sonora. In contrasto, l’altra linea rappresenta il percorso enologico seguito e studiato da mia madre, Lodovica. Si tratta di un approccio più tradizionale, saggio e riflessivo, una bevuta adatta alla quotidianità che richiama le nostre radici. Immaginatela come un momento trascorso davanti al camino, vestiti con eleganza, mentre ci si gode una piacevole conversazione accompagnata dalle note di una canzone jazz.

M.F.

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